Il Progetto Educativo Della Nostra Scuola

ORIGINE E IDENTITÀ DELLA NOSTRA SCUOLA

La nostra proposta educativa si fonda sul riconoscimento del Signore Gesù Cristo come risposta adeguata alle esigenze fondamentali del cuore umano. Pertanto l’azione educativa e didattica è tesa a comunicare la bellezza e la gioia originate dall’avvenimento cristiano, di cui il “maestro” per primo fa esperienza viva.

SCOPO

Scopo della nostra scuola è promuovere la crescita integrale della persona dell’alunno, educandolo ad aprire la sua ragione alla totalità del reale, mediante la normale prassi didattica e il quotidiano rapporto con l’adulto – educatore, in modo tale che, oltre a conseguire un’adeguata formazione culturale, l’alunno acquisisca anche capacità critica e senso di responsabilità.

COSA INTENDIAMO PER EDUCAZIONE

Educare significa accompagnare l’alunno nel percorso di apertura alla realtà, in tutti i suoi aspetti:
\nalimentare in lui lo stupore di fronte al creato, origine della curiosità scientifica e della produzione artistica e letteraria, il rispetto per le creature, la naturale tensione verso il Mistero all’origine di tutte le cose. L’educazione, nella scuola, si attua quotidianamente mediante il rapporto umano tra insegnante e alunno, anche nell’ambito di gesti specifici, ma soprattutto all’interno della normale prassi didattica. Il modo di presentare e trattare le diverse discipline rispecchia, infatti, necessariamente l’interpretazione della realtà che l’insegnante vive e intende comunicare. Attraverso le discipline scolastiche l’insegnante - educatore aiuta l’alunno a prendere coscienza della realtà, ad entrare in rapporto con le cose, a sistematizzare e organizzare la conoscenza, ad alimentarne il senso critico, a rapportarsi in modo amichevole con i compagni, perché egli possa perfezionare la propria autonomia operativa, capacità di giudizio e maturità relazionale.

LA FIGURA DELL ’EDUCATORE

Il rapporto insegnante - alunno è determinato dalla consapevolezza, da parte dell’insegnante, di essere di fronte ad una persona voluta e amata da Dio e che Dio stesso gli ha affidato. Per questo, tale rapporto è caratterizzato da un atteggiamento di accoglienza, che valorizza nell'alunno la sua fondamentale dignità di persona. L’insegnante - educatore accompagna autorevolmente e con sollecitudine l'alunno nel percorso di apertura alla realtà, comprendendone i bisogni e le difficoltà, realizzando, di conseguenza, percorsi didattici tesi a promuovere le naturali attitudini e a colmare le eventuali carenze. La consapevolezza della propria responsabilità educativa non deve mai essere data per scontata, ma va continuamente rinnovata. A questo scopo, è indispensabile che ogni insegnante senta l’esigenza di una continua formazione personale nell’ambito ecclesiale in cui è maturata la sua esperienza cristiana, si impegni ad intraprendere percorsi di formazione professionale per rendere l’azione didattica sempre più efficace e rispondente alle diverse esigenze degli alunni, a operare perché gli organi collegiali della scuola siano finalizzati principalmente a ricercare unità di principi e metodi educativi.
È importante rilevare che non solo gli insegnanti, ma ogni operatore all’interno della scuola ha una sua responsabilità educativa, perché la sua sola presenza, il suo modo di atteggiarsi, il suo modo di parlare, la sua attenzione nei confronti dell’alunno, anche se non espressa in forma verbale, incide sulla sua formazione.

LA METODOLOGIA EDUCATIVA

Dal punto di vista metodologico, particolare importanza ha la coralità di intervento, cioè l'unità ideale e metodologica degli educatori. La sperimentazione di uno stile di vita cristiano da parte dell'alunno può avvenire solo all'interno di una trama di rapporti, dove l'adulto non si concepisce isolato e autonomo, ma in relazione con le altre figure presenti all'interno della scuola, con le quali stringe rapporti di amicizia e condivide sostanzialmente la visione dell'esistenza. La proposta educativa deve essere chiara, esplicita ed unanime. Una proposta incerta, titubante e discorde determina, infatti, nell’alunno disorientamento e confusione. Nel clima di familiarità autorevole che si stabilisce all’interno della scuola, anche la correzione è segno di attenzione nei confronti dell’alunno da parte dell'educatore. Essa, però, deve sempre essere attuata e motivata in positivo, lasciando ampi spazi alla possibilità di ripresa. Per questo è bandito ogni atteggiamento astioso di rivalsa nei confronti dell’alunno, che sarà accolto sempre e comunque, indipendentemente dal suo comportamento.
Particolare attenzione, poi, deve essere posta al problema della valutazione scolastica. Essa, infatti, ha un peso non irrilevante nel rapporto educativo. L’alunno ha diritto ad una fiducia non ingenua, ma continuamente rinnovata. Sotto l’aspetto didattico, è utile e necessario fissare obiettivi il più possibile personalizzati e, tuttavia, la valutazione non può fondarsi esclusivamente sul conseguimento di tali obiettivi. Essa, infatti, non ha le caratteristiche di una misurazione oggettiva, ma deve servire come stimolo positivo alla maturazione dell’alunno.

LA FAMIGLIA

La nostra scuola riconosce il valore della famiglia come luogo primario di esperienza e di educazione del bambino, promuovendo con essa la continuità nell’azione educativa e una fattiva collaborazione. A questo scopo sollecita il dialogo coi genitori, e il confronto sulle scelte educative operate dalla scuola. Nelle situazioni che manifestano particolari difficoltà, la scuola si rende disponibile per un aiuto ai genitori che intendano impostare il rapporto educativo secondo i principi affermati in questo documento.

L’INTEGRAZIONE CON ALTRI SOGGETTI

La nostra scuola si pone come luogo di esperienza e di formazione dell’alunno e come servizio alla famiglia nel solco della tradizione delle scuole popolari cattoliche, secondo le indicazioni fornite dal Magistero Ecclesiale. Partecipano alla sua azione educativa anche le persone che, pur non lavorando direttamente nella scuola, hanno a cuore questa opera e a vario titolo la sostengono. La scuola, poi, ricerca un contatto assiduo con le realtà territoriali quali Provincia, Comuni, Distretti scolastici, AA.SS.LL. e professionisti del settore psico – pedagogico, manifestando apertamente la propria identità, requisito necessario per un confronto aperto e cordiale.
Aderisce attivamente alle associazioni cattoliche del settore scolastico e opera perché si cammini sempre più verso un’unità di intenti e di iniziative. Si pone all’interno della pastorale diocesana e cerca di armonizzare la propria attività con quella delle parrocchie e delle altre istituzioni ecclesiali.